Il nuovo modo di leggere libri

Libro Vs Ebook: il passaggio verso l’editoria digitale è inevitabile?

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Nel confronto tra libro a stampa e digitale assistiamo spesso a due fazioni contrapposte per le ragioni più diverse. C’è chi enfatizza il fattore emotivo, il legame con la memoria, ingredienti intrinsecamente legati all’esperienza su carta. Mentre gli innovatori vedono nel formato elettronico un avanzamento necessario, la prossima tappa nel progresso dei formati di lettura che dal papiro hanno condotto alla moderna rilegatura in brossura. Ma quali sono le differenze e i vantaggi di queste due dimensioni della lettura moderna?

È comprensibile che le proprie abitudini, formazione e inclinazione caratteriale siano decisive a livello individuale. Malgrado ciò non bastano preferenze personali a stabilire l’efficacia complessiva di un supporto. Allo stesso tempo, queste osservazioni lasciano emergere quali convinzioni animano il punto di vista del lettore. Primo equivoco latente nell’astrazione di libro è la sua differenza con il testo.

C’è un’identificazione che appiattisce l’immagine del libro con quella del suo contenuto. Non solo. Nella nostra cultura occidentale il libro ha un valore totemico, è simbolo di conoscenza, erudizione. Non a caso diviene persino elemento d’arredo. Si fa portatore di una complessa dimensione esperienziale fatta di profumi, piaceri tattili e implicita comunicazione con l’altro. Chi non è stato colto dalla tentazione di accostarsi a uno sconosciuto solo perché alle prese con una certa lettura?

Sebbene nell’essenza il concetto, o meglio l’invenzione, del libro rimanga sostanzialmente il medesimo. Quelle qualità che ne hanno fatto un prodotto non ulteriormente perfezionabile restano, mentre vengono implementate le potenzialità del supporto in uso. Dalla capacità di archiviazione alla sua praticità, senza contare un sensibile risparmio in termini economici nel medio-lungo periodo.

Ci sono questioni relative ai sistemi produttivi che incidono e comunque trascendono la dimensione individuale. Ovvero, il passaggio verso un formato digitale del libro appare sempre più come una necessità irreversibile dettata da equilibri globali. Tra le ragioni a sostengo di questo passaggio la progressiva erosione, e conseguente rincaro, delle risorse naturali, carta inclusa. Quando questa diverrà assai antieconomica gli eReader potranno giocarsi la carta della convenienza, a cui sarà difficile dire di no. Ai prodotti a stampa saranno riservate particolari edizioni, molto curate e costose.

Ma se lo scenario di destinazione appare piuttosto chiaro, almeno secondo le previsioni di molti analisti del settore editoriale, resta sospesa un‘altra domanda fondamentale: quando? Pensando alle rivoluzioni tecnologiche che hanno attraversato altri mercati, le stime si dimostrano di frequente generose mentre le trasformazioni sopraggiungono in anticipo.

Difficile quindi fare una previsione esatta. È una partita giocata sulla conquista del punto di rottura, una soglia critica superata la quale gli effetti del fenomeno cresceranno in maniera esponenziale. Non sarà il libro a morire, cambierà piuttosto la forma con cui lo abbiamo imparato a conoscere. Le prossime generazioni, nativi digitali, potranno aver cancellato dalla loro memoria la forma a stampa, residuo di un passato lontano, in virtù di un’assoluta familiarità con la lettura digitale. Ma forse non dovremo attendere così a lungo.

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Un commento

  1. sempre i libri

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