Il nuovo modo di leggere libri

Apple, Amazon e le predizioni per gli eBook per il 2012

Tra Amazon e Apple c’è sempre una guerra sotterranea nel campo dell’editoria. La prima un po’ in vantaggio per la sua stessa natura, la seconda spostata su altri campi, quali il tablet, cerca di star dietro ai passi dei libri digitali e sorpassarli in idee innovative.

Il lancio del Self-Publishing di Apple

Il servizio iBooks, la libreria on-line di Apple

Il servizio iBooks, la libreria on-line di Apple

Alla fine di questo mese Apple terrà un particolare evento in New York dove lancerà una nuova piattaforma on-line di auto-pubblicazione per gli iBook. Questo con lo scopo di porre più materiale all’interno dell’iBookstore, ed è un passo enorme per recuperare la competizione con Amazon e Barnes & Noble – anch’essa offre già questo servizio.

Una delle poche strade per entrare nell’elenco dello Store, se si è autori indipendenti, sarà passare attraverso una parte terza, quale per esempio Smashwords. Assegneranno un numero ISBN gratuito per sceglierli e li manderanno, insieme a tonnellate di altri, a iBooks.

Sicuramente Amazon attaccherà questa nuova strategia commerciale dando incentivi agli autori perché pubblichino solamente con loro – dato che i diritti restano agli stessi autori, mentre con Apple non si conoscono ancora le condizioni. Questo incentivo della concorrenza aiuterà sicuramente il nuovo mercato degli autori indie. Non ci sono ancora dettagli sul programma o su come funzionerà. Naturalmente offriremo tutte le istruzioni appena sarà tutto on-line.

C’è più che altro da domandarsi se il sistema degli introiti sarà competitivo con gli altri servizi di questo genere su larga scala. Una cosa però che è stata affermata è che sarà usato il formato EPUB e renderanno molto semplice convertire i propri documenti o dei libri esistenti in questo formato, accessibile ai più. E’ già un vantaggio rispetto al programma di self-publishing di Amazon. 

Agitazione in Amazon per il servizio di prestiti di eBook

L’azienda concorrente di Apple nel frattempo si muove anche in questa direzione. Amazon ha infatti passato il primo mese di sperimentazione nel servizio di prestito di eBook. Un certo numero di autori ora sta aspettando gli assegni delle royalties per vedere in che modo il servizio Owners’ Lending Library gli è servito e in che modo ha funzionato.

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Il processo era semplice. C’era un fondo predeterminato, in questo caso per dicembre 2011 era di 500.000 dollari, da spartire tra tutti gli autori selezionati per i prestiti, selezione avvenuta in base al numero di volte che i loro lavori sono stati presi in prestito, rispetto al numero totale di titoli nella libreria on-line.

Il programma,quando fu presentato per la prima volta, ha provocato diverse reazioni negative, specialmente per i requisiti così specifici. Quando i sei editori americani più grandi hanno ritirato i loro eBook dal programma di prestito di Amazon, essa ha reagito invitando gli autori indie, auto-pubblicati, a mettere i propri libri nel sistema di prestito, con la condizione che non sarebbero stati disponibili in nessun altro luogo su Internet, neppure su un post di un blog.

Il sistema OverDrive di prestito di eBook in una biblioteca americana

Il sistema OverDrive di prestito di eBook in una biblioteca americana

Anche se pure in questo caso c’è stata rabbia serpeggiante tra gli autori, perché avrebbero perso quella indipendenza che li faceva tali, in favore solo di Amazon, il numero tuttavia di partecipanti fu molto alto. In questo modo, la quantità di libri che si potevano prendere in prestito è aumentato esponenzialmente.

 Il programma di prestito inizialmente aveva solo 5000 titoli, al lancio a novembre, più o meno la quantità di una biblioteca media, ma a dicembre grazie a questa strategia ne contava oltre 66.000.

E dicembre è anche il mese perfetto per aumentare il numero di eBook, anche con il sistema OverDrive negli Stati Uniti, nelle biblioteche. Che infatti sono aumentati in quantità nel prestito grazie al numero sempre crescente di eReaders posseduti. In una biblioteca in South Dakota sono stati presi in prestito oltre 4.600 eBook nel solo ultimo mese, più della totalità del 2010. Praticamente significa che i prestiti di libri digitali sono aumentati del 657%.

Il futuro della pubblicazione digitale: 2012

Le previsioni non sono ancora certe, se non per un aumento  più o meno alto del libro digitale e della vendita dei dispositivi per la lettura – compresi i tablet.

Alcuni predicono ancora che la carta stampata potrebbe scomparire in cinque anni, ma la maggior parte dell’industria editoriale sostiene che entrambi i modelli, digitale e cartaceo, continueranno  a convivere nel prossimo futuro.

Secondo una previsione  di Thomas Umstattd, amministratore delegato di ‘Author Media’, Amazon Publishing, la parte editoriale dell’impresa statunitense, farà contratti con almeno 24 autori nuovi di best seller nel 2012, forzando le Big Six – le sei case editrici più grandi degli USA – a venire a patti per i prezzi dei libri digitali in vendita.

Secondo alcune previsioni, proprio i prezzi cambieranno in quest’anno appena iniziato.  Gli editori tradizioni, secondo queste opinioni, dovranno abbassarli per gli eBook a $9.99, realizzando che il 70% del guadagno su questa cifra è meglio del 35% attuale sui $14.99. Gli autori di medio rango che finora sono stati pubblicati in maniera tradizionale, e ora si auto-pubblicano, aumenteranno i prezzi alla media, da $3.99 a $6.99, per evitare di essere confusi con gli innumerevoli eBook di bassa qualità a $0.99, o anche meno. Si troveranno a vendere di più a questa cifra che ad una più bassa, ma allo stesso non alta come i 10 dollari degli autori lanciati dalle case editrici.

Infine, una previsione che potrebbe influenzare molto il mercato del self-publishing. E’ possibile che nel 2012 qualcuno metterà online un grande sito web per la valutazione degli eBook, che pemetterà ai consumatori di trovare uno strumento che possa eliminare i libri digitali di qualità più bassa attraverso un sistema di valutazione. Con uno strumento del genere, le preoccupazioni dell’editoria riguardo al self-publishing potrebbero svanire. A dire il vero in Italia vi abbiamo già parlato di un progetto simile, lanciato dall’associazione no profit voltarepagina.net

 

 

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