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Apple in causa in tre continenti contro tutti. Ci sarà un motivo? – II parte

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Non solo Samsung

Il problema di questa decisione, oltre a creare problemi alle vendite , non è solo della coreana. La proibizione del tablet in Europa potrebbe creare degli impedimenti anche ad altri produttori, ovvero tutti gli altri, con qualsiasi sistema operativo utilizzato.

In Rete ci sono molti loghi che indicano la guerra tra le varie aziende, per esempio questo,  che mostra l'intreccio di battaglie legali e commerciali...

In Rete ci sono molti loghi che indicano la guerra tra le varie aziende, per esempio questo, che mostra l'intreccio di battaglie legali e commerciali...

Questo perché se Samsung riceve una denuncia di tale portata,e se venisse condannata, il mercato è pieno di tablet che potrebbero prima o poi finire sotto la scure di Apple. Solo dell’azienda coreana, ci sono almeno altri due modelli, quello da 7 pollici e da 8,9 che potrebbero passare guai legali.

Considerando le carattestiche di questo tribunale, che ha particolari accoglienze per chi vuole denunciare violazioni di brevetto, e che non è tenuta ad ascoltare subito la controparte, pare che Apple abbia pianificato bene la sua strategia prima di attaccare. Pur avendo legalmente possibilità di farlo, moralmente, dal punto di vista concorrenziale, non è stata una bella mossa, e ci sarebbe da biasimare l’azienda americana, non per altro per sollevare questi sospetti ed evitare la trasparenza.

I procedimenti legali potrebbero inoltre protrarsi per almeno un anno, se non di più. Durante tutto questo tempo ci sono poche possibilità che il Galaxy Tab 10.1 rientri in commercio nel Vecchio continente. Ovvero, gli investimenti di Samsung per la produzione del tablet saranno rovinati fino a quel momento. Chiaramente, se Samsung vincerà la causa, Apple dovrà pagare tutti i costi e le perdite del concorrente, ma il Galaxy Tab avrà perso molto del suo mordente per allora.

Apple contro tutti

L’azienda americana teme quel che accadde negli anni ’90, quando il Macintosh fu attaccato dal gruppo Wintel – Windows e Intel insieme. Ora Apple teme che il sistema operativo Android possa sopravvalere l’iOS di sua proprietà. A guardare da lontano, ma non troppo, c’è Google, sviluppatore dello stesso Android, perché il Galaxy Tab è solo uno delle decine di tablet che lo utilizzano.

Apple in questo momento siede sopra una montagna di denaro, e i suoi prodotti vendono in numeri mai visti prima, per cui è proprio il momento di espandersi per l’azienda. Samsung, d’altro canto, produce una grande quantità di oggetti elettronici, e i tablet sono solo alcuni tra essi, per cui può convenire di portare avanti la battaglia. Oppure potrà decidere un compromesso con Apple, come pagare una multa o pagare all’azienda una parte dei ricavati dal dispositivo.

D’altronde Microsoft e Fujitsu hanno prodotto dei tablet molto prima di Apple, anche se non sono mai diventati popolari. Chissà se ora queste aziende prenderanno esempio e citeranno in giudizio la Mela.

Anche gli editori

...e questo che riguarda più strettamente la battaglia degli ebook - ma presto non saranno solo quelli

...e questo che riguarda più strettamente la battaglia degli ebook - ma presto non saranno solo quelli

Come si sa, quando qualcuno compie una mossa aggressive, c’è un ritorno di aggressività. I due fatti non sono strettamente collegati, però c’è da domandarsi se Apple abbia tutte queste cause per via della gestione aziendale.

Infatti è stata citata in giudizio, questa volta negli Stati Uniti, da una ditta con sede legale a Washington per motivi di concertazione sui prezzi degli ebook. Gli editori accusati sono tra i più importanti: HarperCollins, Macmillan, Penguin, and Simon & Schuster. Apple questa volta teme Amazon, che possa vendere oltre ai libri anche musica e video, fronteggiando iTunes.

Secondo la causa, per contrastare proprio il concorrente, questi editori avrebbero pubblicato sullo store di Apple gli ebook con dei prezzi che erano calcolati secondo una formula legata ai libri cartacei. Per entrare in questo mercato Apple sarebbe stata costretta a vendere gli ebook sotto ai prezzi di Amazon, ovvero sotto il costo stesso dei libri, e quindi sarebbe stata, secondo gli accusatori, indotta ad agire così. E, con questo cartello, il prezzo delle ultime uscite è dovuto salire dal 33 al 50% rispetto alla precedenza.

Vedremo come andranno a finire tutte queste cause. Poco ma sicuro, all’interno della casa di Cupertino c’è il vezzo di fare qualche strappo alla regola. Quando uscirà il tablet di Amazon ne vedremo delle belle.

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Un commento

  1. Da sempre giudico il comportamento della Apple peggiore di quello – criticatissimo fino a ieri -della Microsoft.
    Ho avuto fino a poche settimane fa un tablet Fuji, scheda rotta purtoppo, uno Asus, entrambi con uno schermo resistivo e SO win7 che permettono l’uso di un pennimo con una precisione superiore a qualsiasi schermo che usi android o Mac. Provare per credere !!!!!!!!!!
    Per me Microsoft e gler altre case hanno sbagliato nel lasciare questoi settore in mano alla Apple

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