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Copyright e mercato dell’ebook usato: è legale?

Copyright e mercato dell’ebook usato: è legale?

Copyright e mercato dell’ebook usato: è legale?

Scoppia oltreoceano la questione del copyright nell’era digitale. Al centro del dibattito la vendita di ebook usati. È un’operazione legittima o meno secondo la “First Sale Doctrine” (aspetto concernente la gestione del diritto d’autore nell’ambito della vendita e del trasferimento di beni)? Cerchiamo di scoprire le posizioni emerse negli ultimi mesi.

Un efficace impulso allo sviluppo della controversia è stato fornito da Amazon, con il progetto di vendita di ebook usati all’interno del sistema KindleB0051QVF7A. Il funzionamento, da un punto di vista pratico, è molto semplice. Quando un utente sceglie di mettere in vendita il proprio ebook sul Kindle Store, il volume digitale sarà rimosso dal suo account per essere trasferito in quello dell’acquirente. Amazon guadagna il suo profitto grazie a una piccola tassa applicata a ogni transazione. Non ci sono informazioni certe sul numero di transazioni correlate a ogni ebook.

Tutto semplice e lineare, ma è davvero così? Non proprio. Secondo la normativa “First Sale Doctrine”, infatti, è illegale rivendere beni di natura digitale. Cerchiamo di comprendere meglio questo concetto. La legge sul copyright assegna all’acquirente di un bene tutelato dal copyright il diritto di rivenderlo. La proprietà del copyright è quindi una questione scissa dal possesso del bene tutelato. Il titolare dei diritti, però, può opporsi ad attività che prevedono il noleggio non autorizzato di “programmi informatici e registrazioni musicali” (“unauthorized commercial rental of computer programs and sound recordings”). Possiamo applicare questo principio anche ai libri digitali? Può una persona vedere un ebook protetto dal copyright?

Secondo molte interpretazioni la risposta è no. Perché? La normativa è applicata solo a oggetti fisici (“material object”) come i libri di carta. Un ebook non è un oggetto tangibile ma solo un contenuto e il contenuto non può essere copiato e, di conseguenza, neppure venduto. C’è poi da considerare che i beni digitali, come la musica o i programmi per computer, non sono esattamente venduti ma solo concessi in noleggio, secondo i termini previsti dalla licenza che l’utente sottoscrive al momento della fruizione. La differenza tra “noleggio” e “vendita” è una delle ragioni all’inattuabilità della vendita di ebook.

Una battaglia legale simile a quella che Amazon sta portando avanti è condotta da ReDigi e da altri gruppi connessi al mercato musicale. Se le istanze di tali operatori saranno accolte, anche il destino di Amazon avrà esito positivo. A prima vista la scelta di vendere ebook a prezzi stracciati può sembrare controproducente. Ma è solo un’impressione superficiale.

Osservando con maggiore attenzione la strategia del colosso dell’ecommerce, ci accorgiamo che potremmo assistere a una grande diffusione dei sistemi hardware e del suo complessivo ecosistema. Grazie a prezzi ancora più competitivi di qualunque altro mercato virtuale. Un sistema capace di assicurare un importante vantaggio competitivo nel corso dei prossimi anni. Amazon andrebbe a penalizzare gli editori, spingendo verso la via del self-publishing, e anche gli autori, che individualmente non avranno praticamente nessun potere contrattuale, ma saranno costretti ad adeguarsi ai termini stabiliti da Amazon.

Chi ci guadagnerebbe dal sistema della vendita degli ebook usati? I lettori e i colossi della vendita online. Per il fruitore vi saranno sicuramente dei benefici economici, ma è un modello economico sostenibile? E soprattutto ci sarà l’avallo del Governo statunitense?

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