Il nuovo modo di leggere libri

DRM e biblioteche, quando il problema finisce sui quotidiani più importanti

Dei problemi del DRM, su quanto sia efficace o meno, quali le soluzioni, ne abbiamo discusso a lungo. Non ci sono novità a riguardo nell’industria editoriale, se voglia implementarla od eliminarla dai circuiti. La novità è che ora a parlarne è un quotidiano come il Washington Post, uno dei più autorevoli negli Stati Uniti. Una colonna di Rob Pegoraro suggerisce che l’industria editoriale dovrebbe seguire la strada indicata da quella musicale.

Il DRM non consente alle persone di fare tutto ciò che normalmente si può fare con un libro carteceo

Il DRM non consente alle persone di fare tutto ciò che normalmente si può fare con un libro carteceo

Dal momento in cui Apple ha cominciato ad affossare il DRM dalla sua musica, quella acquistata su iTunes può essere riprodotta su un gran numero di dispositivi, inclusi lettori che non sono  connessi tramite internet con Apple.

Ma molti ebook continuano ad essere ristretti ai dispositivi di chi vende sia i libri che gli ebook Reader, e fanno prevenire qualsiasi tipo di copia, stampa o prestito – oltre alla rivendita, anche se è difficile capire come, anche senza DRM, si possa rivendere un ebook legalmente.

Tutti questi limiti e lucchetti fanno degli ebook con DRM un affare dubbio, poco vantaggioso. Perché bisognerebbe pagare quasi quanto un libro carteceo, in alcuni casi anche di più, se poi il libro ha così tante restrizioni all’utilizzo e quindi il valore è più basso?

Pegoraro cita l’esempio della casa editrice O’Reilly, che sta facendo buoni affari vendendo ebook senza DRM. Nota anche che, anche se le librerie stanno ora consentendo agli editori di eliminare il DRM dai loro libri, e anche se gli autori stessi non sono favorevoli all’utilizzo della protezione, gli editori sembrano non voler trarre vantaggio da questo fatto, e le librerie on-line non si preoccupano molto di dichiarare quando un ebook ha il DRM e quando no.

Non è ancora chiaro come accadrà questo passaggio. L’industria musicale aveva almeno il vantaggio, se così si può dire, di avere solo un grande venditore nel digitale, mentre nel mercato librario l’utilizzo del DRM è parte integrante della politica e strategia di ciascun editore, per agganciare i lettori, o gli acquirenti, ad una sola piattaforma.

E certamente scannerizzare i libri per portarli in digitale è un processo molto più lungo  che masterizzare dei CD. Il che significa che gli editori non hanno la stessa pressione che i musicisti e le case discografiche avevano all’epoca.

Chiaramente tutto questo avviene perché gli editori sentono che c’è ancora qualche effetto benefico del DRM, e finché ne troveranno almeno uno, anche se poco attinente alle regole di mercato, non abbandoneranno la pratica.

Libri in biblioteca addio?

Gli ebook, in futuro, trasformeranno probabilmente le biblioteche in centri con altre funzioni

Gli ebook, in futuro, trasformeranno probabilmente le biblioteche in centri con altre funzioni

Un altro articolo è apparso sul quotidiano più importante canadese, il Globe&Mail, da parte di Mike Shatzkin, notando che le infrastrutture della distribuzione degli ebook sono attualmente insufficienti in confronto a quelle per i libri cartacei, che sono cresciute nel corso dei decenni.

Secondo la sua opinione, quando questo tipo di infrastruttura inizierà ad essere consistente per gli ebook, lo stato delle cose apparirà  molto differente da quello che vediamo oggi. Addirittura cambiando il comportamento sull’utilizzo di questo strumento nel mondo.

In un “pianeta completamente ebook” possederemo o avremo accesso a molti schermi, che saranno il rimpiazzo di tutto ciò che prima usavamo su supporti cartacei. Li porteremo con noi quando usciremo di casa, o li prenderemo in prestito in posti quali le sale d’attesa. Non avremo più bisogno di portarci appresso molti oggetti di carta, perché la maggior parte delle cose private saranno su questi schermi.

Lo scopo principale e fondante di una biblioteca, attorno a cui sono cresciute altre cose, è consentire l’accesso alle parole stampate al più vasto pubblico possibile. Anche la biblioteca locale più piccola ha di sicuro più libri e carte contenute e immagazzinate che qualsiasi altra persona possa avere in casa sua.

Nella maggior parte dei casi più oggetti che in qualsiasi libreria in cui possiamo entrare. Sono le biblioteche  che hanno attratto i primi studiosi, e sono i libri al loro interno che le hanno definite in tipologie. Quando avremo più accesso ai libri digitali, sui nostri display, che a quelli cartacei, a cosa serviranno più le biblioteche?

Secondo Shatzkin le biblioteche cominceranno a svanire molto più velocemente che i bisogni delle persone, che sia una cosa buona o meno. Le comunità potranno convertire le biblioteche in centri ricreativi e collettivi che possano provvedere a molte cose, eccetto che ai libri, così come altri centri possono essere aperti laddove potrebbero chiudere anche le librerie.

Egli nota, tuttavia, che le biblioteche accademiche e quelle per scopi particolari rimarranno aperte, e ci sarà comunque bisogno di bibliotecari anche quando i libri cartacei saranno in minoranza. Già ora infatti sono addestrati per trovare informazioni in tutti i tipi di media, anche se il media principale, finora, sono stati proprio i libri.

Potrebbe darsi, dunque, che i luoghi che oggi consideriamo così preziosi come le biblioteche, in futuro lo saranno ugualmente, ma in maniera diversa, diventando posti dove poter trovare le informazioni che cerchiamo.

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Un commento

  1. Le biblioteche sono già gli spazi dove le persone possono trovare le informazioni di cui hanno bisogno e non sarà certo la smaterializzazione del libro ad impedire loro di realizzare la propria mission. Nello stesso articolo da voi citato Shatzkin (che riprendendo il tema nel suo blog http://bit.ly/gHMtvQ pecca però di determinismo tecnologico) dice che se scompariranno gli edifci non verrà meno il ruolo del bibliotecario (leggasi esperto dell’informazione) : “There will be an ongoing need for librarians, however; their skills will continue to be in demand…”. E’ però importante che le biblioteche già da ora costruiscano il loro futuro e non subiscano passivamente le scelte altrui. I sistemi bibliotecari che aderiscono a MediaLibrayOnLine sono sicuramente “protagonisti”.

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