Il nuovo modo di leggere libri

DRM nell’HTML5: un pericolo?

Con DRM, Digital Rights Management, intendiamo la gestione dei diritti digitali con lo scopo di proteggere il contenuto dei file dalla diffusione illegale.

Ma le protezioni in DRM per i lettori sono del tutto inutili perchè di positivo riscontriamo la possibilità di visualizzare ad esempio i collegamenti interni presenti sul libro (che non troviamo spesso e a volte neanche funzionano) e di contro invece riscontiamo il dover installare programmi, creare account, insomma una serie di procedimenti che acquistando un libro cartaceo non dovremmo compiere.

Nonostante ciò il DRM si diffonde a macchia di olio, non lo troviamo solo sugli eBook ma sui contenuti musicali, video e web.

drm nell'html5Manu Sporny, fondatore/ CEO di Digital Bazaar, spiega infatti che era stata avanzata una nuova proposta nel Gruppo di Lavoro HTML (HTML WG) da Microsoft, Netflix e Google per impiegare DRM in HTML5 per la prossima fase di standardizzazione al W3C (World Wide Web Consortium) chiamato Encrypted Media Extension (EME), un framework che permetterà la consegna di supporti protetti da DRM attraverso il browser, senza l’uso di plugin come Flash o Silverlight.

EME  si definisce un insieme di API che permettono a JavaScript e HTML di interagire con i moduli di decodifica e protezione. Questi moduli conterranno il cuore della tecnologia DRM.

Peter Eckersley del FEP e Seth Schoen hanno offerto una spiegazione dettagliata secondo la quale il DRM sarebbe una cattiva idea:

Negli ultimi due decenni, vi è stata una continua lotta su come la tecnologia Internet dovrebbe funzionare. Da un punto di vista si ritiene che il web ha bisogno di essere un ecosistema universale che si basa su standard aperti e pienamente implementabili in condizioni di parità con chiunque e ovunque, senza l’autorizzazione o la negoziazione. Questa è la tradizione tecnologica che ci ha offerto HTML e HTTP, in primo luogo, e  innovazioni come i wiki, i motori di ricerca, blog, webmail, le applicazioni scritte in JavaScript e mappe online.

L’altro punto di vista invece è stato rappresentato da aziende che hanno cercato di prendere il controllo del web con le proprie estensioni proprietarie come  Adobe’s Flash, Microsoft’s Silverlight e pushes by Apple e altre piattaforme restrittive. Queste tecnologie sono destinate ad essere disponibili da una singola fonte o di chiedere il permesso per nuove implementazioni e infliggono danni agli ecosistemi aperti intorno a loro. I siti web che dipendono da Flash o Silverlight in genere non possono essere collegati correttamente, non può essere indicizzata la pagina, non possono essere accessibili da utenti con disabilità e non funzionano su tutti i dispositivi. Piattaforme e dispositivi che limitano i loro utenti inevitabilmente impediscono importanti innovazioni e ostacolano la concorrenza Marketplace.

EME mina la compatibilità del Web, consentendo ai siti di richiedere specifici software proprietari di terze parti o particolari sistemi operativi e hardware.

drm nell'html5

Richard Stallman

Richard Stallman, il fondatore di Free Software Foundation (FSF) spiega  le possibili conseguenze di una eventuale accettazione dei sistemi DRM da parte del World Wide Web Consortium. Il Consorzio potrebbe rendere l’uso delle restrizioni più conveniente da un punto di vista pratico, influenzando l’accettazione dell’utilità a breve termine delle tecnologie anticopia e incoraggiando un maggior numero di siti a farne uso.

Ma la verità è che un’eventuale standardizzazione delle protezioni DRM rappresenterebbe la prima volta in cui il W3C abbia accettato una proposta specificatamente pensata per maltrattare gli utenti. La cessione del controllo del web alle corporation – l’estensione “EME” proposta al W3C necessita di un componente esterno hardware/software a cui sono deputate le operazione di criptazione/decriptazione – favorirebbe la diffusione di contenuti inaccessibili tramite sistemi operativi e software FOSS. Nella peggiore delle ipotesi, continua Stallman, dopo le protezioni DRM “standardizzate” arriverebbero backdoor e spyware.

La pensa diversamente invece Peter Bright che ritiene che se ai produttori si levano i DRM, questi semplicemente lasciano la rete. Google, Hulu, Netfix hanno bisogno di DRM e non hanno alcun interesse nel lavorare senza.  Anzi i DRM in HTML potrebbero persino una rappresentare una vittoria per il Web aperto e non una minaccia.

Il Consorzio sta ancora valutando di integrare o meno i DRM, ma alcuni utenti e sviluppatori hanno già avviato una petizione a riguardo.
A questo punto la domanda sorge spontanea:  meglio HTML5 con DRM e così dire addio ad Adobe’s Flash o Microsoft’s Silverlight, oppure lasciare tutto com’era in precedenza con lo svantaggio per gli utenti di Linux di non poter usufruire di diversi contenuti web disponibili solo per Microsoft o Mac.

Una cosa è certa noi siamo d’accordo con Stallman, il problema non è adottare oggi i DRM ma cosa succederà domani, se le compagnie dominanti ne abuseranno facendone un cattivo utilizzo ma ad ogni modo ricordiamo che HTML nasce come un linguaggio libero e aperto e quindi è giusto porre dei lucchetti?

Diteci la vostra.

Argomenti Correlati:

Hai trovato interessanti gli articoli di ebook-reader.it?

Aiuta questo sito a sostenersi, diffondi i contenuti che ritieni validi sul tuo social network preferito o iscriviti alla newsletter. Basta un clic e non costa nulla!

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dai un voto