Il nuovo modo di leggere libri

eBook ed IVA: l’Italia rischia una multa

ebook ed iva

Dario Franceschini

Dopo la campagna #unlibroèunlibro avviata lo scorso 31 ottobre, il Governo e il Parlamento hanno accolto la proposta, sostenuta dal Ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini, di eliminare il regime fiscale discriminatorio per gli ebook e portare l’IVA al 4% equiparando così i libri elettronici a quelli cartacei.

L’emendamento prevede infatti di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica.

Purtroppo però questa mossa, accolta con entusiasmo dagli editori (l’Iva ha sempre rappresentato un ostacolo alla diffusione della lettura), potrebbe ora rivelarsi pericolosa per l’Italia in quanto rischia una procedura di infrazione per non aver rispettavo le direttive europee e di essere perciò multata da Bruxelles.

In poche parole dal primo gennaio 2015 in tutta l’Unione europea entrerà in vigore il sistema comune d’imposta, introdotta per limitare la concorrenza fiscale fra i vari Paesi. Inoltre l’UE ha stabilito che gli eBook non possono essere in nessun modo paragonati ai libri cartacei ma bensì possono rientrare nella categoria dei videogiochi e perciò non possono godere di un regima IVA agevolata come succede per i libri in formato cartaceo.
L’Iva sarà poi calcolata in base al Paese europeo in cui il libro viene venduto e non acquistato, di conseguenza sorgeranno dei problemi per le aziende che hanno sede all’estero come Amazon, Kobo o Apple.

Ad appoggiare l’Italia troviamo Spagna, Romania, Olanda, Finlandia e Ungheria, Francia e Lussemburgo: queste ultime due avevano già subito in passato una procedura di infrazione in quanto avevano ridotto eccessivamente la tassazione sugli ebook (al 7% e al 3%).

«Un libro è un libro indipendentemente dal suo formato».

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