Il nuovo modo di leggere libri

Ebook, là dove manca la qualità

Quando ci troviamo davanti a un ebook, la prima cosa che ci salta all’occhio è la copertina. In secondo luogo, sfogliandolo, è la grafica che ci colpisce e, solo alla fine, quando iniziamo a leggerlo, la qualità del testo – sia grafica che stilistica, oltre che di contenuti.

Infatti una delle cose peculiari del libro digitale è la possibilità di dividere contenitore e contenuto in due aspetti molto diversi tra loro. Il paragone più vicino che si può fare è quello della differenza tra hardware e software, con entrambi che continuano ad evolvere per dare al libro un’esperienza in più della semplice lettura, arrivando all’interattività. Troppo spesso infatti l’ebook è associato a solo una mera copia digitale di un libro cartaceo, quando invece offre molto di più.

Tuttavia lo scopo principale resta sempre la lettura, e il nodo è: come è stato digitalizzato il testo?

Qualità sì, qualità no

Calibre è il programma più diffuso per convertire formati, anche se i risultati non sono eccellenti.

Calibre è il programma più diffuso per convertire formati, anche se i risultati non sono eccellenti.

Ci sono diversi modi di rendere un ebook leggibile, almeno superficialmente. Si può scrivere direttamente in digitale, si può digitalizzare un libro, si possono convertire i formati (per esempio da Word o PDF a EPUB). Ma i risultati possono differire di molto, che il libro sia in mano ad un editore oppure meno. Ci sono diversi programmi in cui è sufficiente un click per cambiare di formato, ma i risultati, come si può immaginare o avete già sperimentato, non sono eccellenti. Certo, il testo è leggibile, ma la grafica viene stravolta con una grande perdita di qualità.

Anche se l’ebook è in mano ad un editore, il risultato non è sempre ottimo. Questo perché, proprio per la differenza tra contenitore e contenuto, per il primo servono grandi conoscenze informatico-grafiche che non tutti possiedono, specie in un mercato, come quello italiano, in cui l’ebook deve ancora affermarsi.

E’ importante curare questo aspetto perché, almeno per ora, i libri digitali sono posseduti specialmente dai lettori forti, coloro che leggono spesso e molto e quindi hanno molte esigenze.

Ma l’impressione generale che emerge è che spesso si hanno in mano lavori fatti in modo approssimativo pieni di refusi più dei cartacei e con molti errori grossolani. Non solo a causa delle conversioni da un formato ad un altro, a causa dell’ebook Reader che si possiede (uno su tutti con questo problema, il Kindle, che non legge gli EPUB se non convertiti in.MOBI).

Oltre a questo problema, infatti, ci si può scontrare con la superficialità di un editore nel venire incontro al testo digitale per poi realizzarlo.

I diversi ebook Reader visualizzano gli ebook in modo diverso, per cui è difficile avere una correttezza tipografica totale su ciascun dispositivo (qui degli eReader SONY)

I diversi ebook Reader visualizzano gli ebook in modo diverso, per cui è difficile avere una correttezza tipografica totale su ciascun dispositivo (qui degli eReader SONY)

Se all’inizio c’era solo la questione di come trascrivere in digitale un testo su carta, ora invece  è molto più ampia. Con l’avvento dell’EPUB e di altri formati, la lettura è divenuta interattiva, specialmente ora con l’arrivo della terza versione del formato.

La quale richiederà ancora più competenze tecniche di quelle che ora si hanno, perché sarà possibile navigare in un libro come in una pagina web, tra testo ed elementi multimediali, saltando da una pagina ad un’altra per poi ritrovarsi laddove si aveva lasciato la lettura.

L’EPUB 3 userà infatti i linguaggi di programmazione HTML5 e CSS 3, quindi per costruire un tale ebook saranno necessarie molte competenze tecniche.

Nel frattempo manca ancora un editor ad hoc, che per ora funzionano anche per l’impaginazione di molte altre cose. Il primo che dovrebbe arrivare, probabilmente quest’estate, è InDesign CS 5.5, che dovrebbe permettere di esportare già in EPUB 3. Tuttavia già le versioni precedenti permettevano di farlo in EPUB 2, ma non in modo perfetto. Praticamente, dunque, non esiste ancora la perfezione tipografica per gli ebook, specie su tutti i dispositivi.

Per ora non esiste un programma che permetta di convertire un documento in un EPUB perfetto, in quanto ci sono sempre problemi di impaginazione, tra righe interrotte, parole tronche, accenti che saltano. Per fare un buon ebook servono tempo e soldi, e un editore può avere molta fretta di entrare nel mercato digitale, più per necessità che per scelta.

A questo contribuisce il fatto che i grandi dell’editoria italiana si sono buttati nel digitale solo da ottobre, quando hanno fatto l’ingresso con i primi ebook Mondadori, Edigita, GeMS – Feltrinelli aveva anticipato di un po’ – grazie ai quali è iniziata la copertura di questa parte di mercato da parte dei media nazionali.

Inoltre, gli ebook Reader sono comparsi in Italia solo poco tempo fa – il Kindle di Amazon è ancora venduto solo via Internet, ma nelle vetrine dei negozi di elettronica hanno fatto comparsa massiccia solo il passato Natale. E, in confronto agli Stati Uniti, abbiamo la stessa percentuale di mercato – l’1% – della loro tre anni fa, ma in confronto alle tempistiche ritardatarie, il Belpaese è in crescita in questo settore, e lo sarà ancora di più quando gli editori cominceranno a investire sulla qualità e le librerie sulla diffusione e promozione degli ebook.

Argomenti Correlati:

Hai trovato interessanti gli articoli di ebook-reader.it?

Aiuta questo sito a sostenersi, diffondi i contenuti che ritieni validi sul tuo social network preferito o iscriviti alla newsletter. Basta un clic e non costa nulla!

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dai un voto