Il nuovo modo di leggere libri

eBook nelle scuole? Sì, ma gradualmente

L’istruzione scolastica in Italia procede a piccoli passi rispetto ad altre nazioni e di sostituire completamente i libri cartacei con gli eBook ancora non se ne parla. Il motivo è perchè si preferisce che il passaggio dal cartaceo al digitale avvenga con una certa gradualità e senza troppi traumi, in questo modo i docenti avrebbero il tempo per imparare ed acquisire una certa dimestichezza con queste nuove tecnologie e le scuole possono avere il tempo di dotarsi degli strumenti necessari.

eBook nelle scuole? Sì, ma gradualmente

Un pensiero che condivido in quanto se l’eBook deve essere un nuovo modo per imparare tramite ad esempio i diversi contenuti elettronici integrati,  sarebbe inutile inserire degli eReaders in una classe se poi il docente non sa neanche come accenderlo. Oppure perchè inserire un tablet in una scuola se questa non ha neanche modo di usufruire di una connessione, una realtà purtroppo presente.

Ciò che non condivido è che la scelta di introdurre gli eBook nelle scuole viene costantemente rimandata all’anno successivo.

Il decreto Carrozza

Il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha firmato il decreto ministeriale che appunto sancisce i tempi e i modi del passaggio dalla carta all’eBook, un passaggio definito graduale rispetto a quanto stabilito dal precedente ministro Francesco Profumo.

Cosa significa passaggio graduale? Ebbene il provvedimento stabilisce che a partire dall’anno 2014/2015 i docenti potranno decidere se adottare come libri di testo gli eBook oppure introdurre i libri digitali ma senza rinunciare al cartaceo. Questa decisione dei docenti vale esclusivamente per le nuove adozioni e non per le conferme di adozione.

Il precedente ministro Profumo invece aveva stabilito che si sarebbero dovuti adottare i libri nella versione digitale o mista nelle classi: I e IV primaria, I media, II e III superiore già a partire dall’anno in corso.

Il decreto Carrozza cerca anche di rivedere i tetti di spesa. Dall’anno 2014/2015, questi saranno ridotti del 10% se i libri richiesti saranno in versione mista, del 30% se solo digitali.

«Sono consapevole dell’importanza di questo passaggio storico al libro digitale. Probabilmente il modo di apprendere cambierà molto – dichiara il ministro Carrozza – ma non deve cambiare la nostra attenzione ai contenuti, alla qualità degli apprendimenti e alle pari opportunità per tutti gli studenti italiani. Credo che il libro digitale possa rappresentare una grande opportunità di crescita e progresso per la nostra scuola se sarà vissuto in modo aperto e progressivo da tutti gli attori del sistema scolastico».

Voi che ne pensate della tecnologia usata nelle scuole? ma soprattutto sarebbe bello sapere cosa ne pensa un insegnante di questi nuovi metodi d’apprendimento.

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