Il nuovo modo di leggere libri

Ebook nelle università: ancora scarsa la diffusione di contenuti digitali

Qual è l’effettiva diffusione dell’ebook nelle università? Bassa, per il momento. Almeno a giudicare quanto emerso dell’indagine, curata dall’Ufficio studio dell’Associazione Italiana Editori (AIE), “Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie”. Coinvolti 2.200 studenti, partecipanti del concorso è-book, promosso dalla stessa AIE durante la manifestazione “Il Maggio dei libri 2012”. Uno scenario in crescita ma ancora distante dallo sviluppo riscontrato in altri Paesi, come gl Stati Uniti, dove eReader e tablet costituiscono parte integrante del processo formativo accademico.

Ma torniamo all’Italia. Il soggetto medio resosi partecipe dell’inchiesta ha un’età di 23 anni e frequenta un corso di laurea triennale (nel 51,6%). I corsi di laurea sono equamente suddivisi: corsi di laurea in scienze sociali o facoltà giuridiche (36,6%), scienze umane (30,2%) e discipline scientifico-tecnico-mediche (33,2%). In prevalenza il campione studia nelle università del centro Italia (34,4%) o nel nord ovest (22,5%).

Si dimostrano studenti volenterosi, dichiarano una media di quasi 6 esami sostenuti nell’ultimo anno. Complessivamente l’acquisto dei materiali didattici ha un’incidenza, sul budget accademico, del 13,9%. Sì, ma sono dei ferventi lettori? A quanto pare no. Il 22% non legge oltre 4 libri all’anno diversi da quelli di studio. Addirittura l’1,2% afferma di non aver letto neppure un libro negli ultimi 12 mesi. La media è di un libro al mese, oltre a quelli universitari.

E nell’utilizzo della tecnologia come si comportano? Quasi tutti hanno e usano il PC (99,5%), la metà usa lo smartphone, ma appena il 13,5% dispone di un tablet e un risicato 11,5% degli intervistati ha un eReader. I materiali in formato digitale, per quanto ben accolti, si rivelano ancillari alla carta. Nel 30,9% dei casi vengono utilizzati testi acquisiti in rete, ma solo il 19,9% usa stabilmente ebook.

Cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro? Solo il 57,2% ritiene possibile la sostituzione della carta. Il perché è da imputare al quel 47% che non ritiene la lettura sullo schermo di PC o tablet paragonabile a quella a stampa, quindi inadatta alla preparazione degli esami. Ma è davvero così? Malgrado la sua rapida crescita, il mercato degli ebook rappresenta ancora un ambito di nicchia tra gli studenti universitari, che pur non disponendo dei dispositivi di lettura (come tablet o eReader), si mostrano scettici verso un cambiamento altrove avvertito come inevitabile.

Quando supereremo il punto di massa critica che condurrà alla diffusione di contenuti digitali anche in ambito accademico? Quando sarà apprezzato il risparmio e la praticità di fruizione dell’ebook nelle università?

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