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Governo contro i colossi del Web

I colossi del web come Google, Amazon, Facebook, Ebay o Twitter vantano incassi da capogiro ma al nostro Stato pagano tasse irrisorie. Per questo motivo il Governo di Matteo Renzi ha elaborato un piano per costringerli a pagare le tasse sugli affari realizzati in Italia senza però minare i rapporti.

colossi del web

Al giorno d’oggi esistono tecniche legali di elusione fiscale che permettono a questi colossi del Web di risparmiare denaro per esempio fissando la propria sede in Paesi con regimi fiscali molto vantaggiosi, come nel caso del Lussemburgo o dell’Irlanda. Secondo le ultime stime infatti a fronte di un fatturato italiano di circa 11 miliardi di euro, le società che operano via Internet pagano all’erario meno di 10 milioni di euro l’anno, cioè meno dell’1 per mille.

Sul tavolo del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da qualche giorno c’è un piano che prevede l’applicazione di una ritenuta alla fonte del 25%, operata da banche e intermediari, sui pagamenti a favore delle multinazionali con sede all’estero. Per evitare l’imposizione anche nel Paese di residenza, a queste società verrebbe riconosciuto un credito d’imposta pari all’importo delle tasse versate in Italia. A meno che queste società, non decidano di dichiarare una “stabile organizzazione in Italia, con un proprio bilancio e redditi imponibili“.

Enrico Zanetti

Enrico Zanetti

La proposta è stata messa a punto dal Sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. L’obiettivo è inserirla a giugno nel nuovo pacchetto di decreti legislativi di attuazione della delega per la riforma fiscale.

La ritenuta alla fonte scatterebbe sul presupposto dell’esistenza di una “stabile organizzazione virtuale” basata sul concetto di una presenza digitale, anche se non fisica, significativa. L’obbligo della ritenuta scatterebbe nel momento in cui tale presenza viene rilevata sul circuito dei pagamenti, al superamento di determinate soglie: al momento è previsto un fatturato di un milione in sei mesi. La ritenuta salirebbe al 30%, come sulle prestazioni in Italia degli artisti stranieri, nel caso improbabile che a ricevere i pagamenti sia una persona fisica.

L’Esecutivo punta anche a dare copertura normativa agli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e alle indagini delle Procure nei confronti dei grandi protagonisti dell’economia online.

 

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