Il nuovo modo di leggere libri

I nuovi schermi e-Ink. Una risoluzione mai vista prima, anche sulle magliette

E-ink ha proclamato nei giorni scorsi di collaborare con Epson per la realizzazione di un nuovo, innovativo ePaper. Non ha ancora un nome, ma delle caratteristiche si sa che questa nuova tecnologia sarà impiegata per creare schermi a 9,7 pollici, con un’incredibile risoluzione di 2,400 x 1,650 pixels, ovvero 300 dpi (dots per inch – ovvero punti di inchiostro per pollice).

In termini tecnici, si chiama schermo a retina, e significa che la risoluzione si avvicina di molto a quella percepibile dalla retina dell’occhio umano. Uno schermo – retina, per esempio, è quello dell’iPod Touch. Stiamo comunque parlando ancora di un ePaper, quindi per il momento riguarda solo la risoluzione, e non i colori che restano in bianco e nero.

La nuova tecnologia combina le capacità di E-Ink insieme a quelle di Epson

La nuova tecnologia combina le capacità di E-Ink insieme a quelle di Epson

La nuova tecnologia di E-Ink, ad alta risoluzione, e di Epson, che può costruire uno schermo con controlli ad alta velocità, permetterà al dispositivo che lo includerà di essere l’ebook Reader con l’ePaper migliore  sul mercato.

La leggibilità nettamente migliore e la facilità di utilizzo permetteranno al dispositivo di entrare in quella fetta di mercato riguardante le aziende e l’educazione, laddove devono essere elaborati enormi quantità di dati, così come nei Paesi in cui si utilizzano testi basati sui caratteri singoli, quali Giappone e Cina.

Il presidente di e-Ink, Scott Liu, ha  affermato che “così come l’adozione degli eReader continua a crescere in tutto il mondo, le opportunità che offre la nostra tecnologia EPD si stanno espandendo in nuovi segmenti di mercato. (…) Continuiamo a migliorare la tecnologia e-Ink per venire incontro alla domanda dei nostri clienti, e l’EPD continuerà a portare con sé i vantaggi del consumo minimo, leggibilità al sole, sottigliezza e leggerezza, ad una risoluzione anche maggiore”.

Tuttavia finora non  sono segnalate aziende per usarla in dispositivi che possano essere commercializzabili.

Quasi il doppio della risoluzione – ma non sui vestiti

La risoluzione media degli schermi e-Ink attuali si ferma ai 160 dpi, e una risoluzione più alta è indispensabile per avere dei buoni risultati nella visualizzazione di gradazioni variegate di colori, oppure di diagrammi ingegneristici, illustrazioni, ideogrammi o altri contenuti molto dettagliati e intricati. Per non parlare delle immagini. Questi segmenti di mercato richiedono anche una navigazione tra le pagine più rapida e interfacce per gli utenti più sofisticate, per visualizzare    grandi quantità di dati in modo rapido.

Gli schermi sperimentali sui tessuti sono ancora prototipi, ma come si vede possono resistere anche a particolare maltrattamenti. Sono pieghevoli come gli stessi tessuti. (da The Digital Reader)

Gli schermi sperimentali sui tessuti sono ancora prototipi, ma come si vede possono resistere anche a particolare maltrattamenti. Sono pieghevoli come gli stessi tessuti. (da The Digital Reader)

La collaborazione con Epson è stata siglata per via della qualità dei prodotti tecnologici dell’azienda, e la sua esperienza nella tecnologia dell’elaborazione immagini per le stampanti con qualità fotografica, delle applicazioni per processori, display e firmware, per dare un controllo ottimale agli schermi e un’operabilità migliorata.

Il dispositivo sviluppato insieme a e-Ink sarà mostrato al padiglione di quest’ultima al SID, l’esibizione che si tiene a Los Angeles dal 15 al 20 maggio.

Intanto i prototipi della tecnologia continuano. Gli stessi produttori degli schermi Pearl per Kindle e Sony – e presto, pare, anche del Nook 2 – sono riusciti a installare uno schermo ePaper all’interno di vestiti, il che significa che essi si possono aggiornare, o addirittura riprodurre video. Sono soluzioni appena dietro l’angolo.

Lo schermo non è stato incollato in qualche modo ad una maglietta, ma installato, o cucito, direttamente all’interno del tessuto. Questo permette di utilizzarlo su vestiario normale, che si indossa tutti i giorni, anche se avrà la particolarità di avere delle batterie, cavi, una scheda di circuiti e probabilmente una porta USB cucita da qualche parte. Dunque anche se non sembrerà la cosa più morbida che abbiate mai indossato, almeno è flessibile e sembra che possa resistere fino ad un certo limite di maltrattamenti.

Questa tecnologia si chiama “SURF” display, dove la sigla sta per “Segmented, Ultra-thin, Rugged and Flexible” (segmentato, ultra-sottile, solido e flessibile). La parte più rilevante delle caratteristiche è il fatto di essere ‘segmentato’, in quanto questo tipo di schermo può solo accendere e spegnere grandi blocchi di inchiostro tutti in una volta. Chiaramente questo significa che per il momento si è bloccati ad una immagine alla volta che può apparire e scomparire nelle tonalità di grigio proprie di questi schermi. Tuttavia, in linea teorica, è possibile far sì che i blocchi in questione siano sufficientemente piccoli da lavorare come pixel.

Quando ciò accadrà, è possibile che non si avrà quasi più necessità di cambiare abiti, in quanto si potranno scaricare nuovi disegni direttamente sul vestito. Si potranno addirittura utilizzare disegni che si muovono o che appaiono e scompaiono. Ma tutto questo, almeno per ora, sarà in bianco e nero.

Lo stesso processo funziona anche per gli schermi stamapati su materiali Tyvek, ovvero ciò di cui sono fatte le buste per la posta.

Quale e-Ink sul Nook2?

Intanto che aspettiamo queste nuove tecnologie, filtrano le voci su come sarà il nuovo dispositivo di Barnes&Noble. Il primo indizio è che la compagnia ha registrato il marchio “The Simple Touch Reader”, il che significa, probabilmente, che il Nook2 sarà più vicino ai modelli Sony, con schermo touch screen, che al Kindle.

Probabilmente a questo si affiancherà la tecnologia Pearl, ormai indispensabile per farne un prodotto di punta sul mercato. Tuttavia se verrà usato un touch-screen come quello di Sony, sarà molto efficiente, in quanto utilizza per la funzionalità uno speciale livello a infrarossi, di un’azienda chiamata Neonode, che funziona molto bene. E, probabilmente, utilizzerà un sistema operativo Android, così come i modelli precedenti.

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