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Quotidiani e riviste digitali. Sempre più su tablet ed eReader

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Per la prima volta i quotidiani e in generale i nuovi media stanno osservando le proprie iscrizioni on-line o digitali aumentare  di numero e pian piano sorpassare quelle tradizionali e cartecee. Secondo il Pew Research Center’s Project for Excellence, un centro statistico americano, il 2010 è stato l’anno di svolta per le iscrizioni riguardanti i media digitali e i dispositivi mobili come i tablet.

L'edicola di Google permetterà di comprare le notizie, e si pensa favorirà gli introiti per le testate on-line

L'edicola di Google permetterà di comprare le notizie, e si pensa favorirà gli introiti per le testate on-line

Dalla ricerca sono usciti dei dati interessanti. Addirittura il 46% degli americani afferma di prendere le notizie dai mezzi digitali, che siano quotidiani scaricabili o direttamente tramite la Rete, mentre il 40% rimane ancorato alla stampa cartacea.

Uno dei fattori tuttora in aperta discussione sui nuovi media è la pubblicità, il suo divario di costi e prezzi tra il cartaceo e il digitale.

Negli ultimi quattro anni, fino al 2010, gli introiti pubblicitari dei giornali sono caduti del 46% arrivando all’irrisoria – per questo settore – cifra di quasi 23 miliardi di dollari, aggiungendo poi un 3 miliardi dalla pubblicità on-line.

In generale, invece, mettere annunci e pubblicità sulla Rete rende sempre di più. Nel 2010 gli introiti grazie a questo mezzo sono stati di quasi 26 miliardi, secondo l’agenzia statistica eMarketer. Sembra dunque che sempre più aziende si stiano trasferendo verso le iscrizioni on-line per avere delle entrate.

I mezzi pubblicitari più diffusi negli Stati Uniti sono Google e Admob, che stanno investendo molto per portare micro forme di pagamento per contenuti e notizie attraverso i loro portali. Anche la pubblicità sulla televisione è in caduta libera da almeno un decennio, pure in Italia, a causa dell’ascesa di Internet.

Moltissime aziende editoriali che lavorano nelle notizie hanno dovuto ridurre il personale del 30% a causa della diminuzione dei ricavi dalla pubblicità. Quindi si stanno muovendo per cambiare obiettivo: invece di raggiungere un’audience limitata investendo su uno spazio fisso su un supporto cartaceo,è meglio acquistare uno spazio on-line, che può essere anche interattivo e soprattutto può raggiungere un’audience a livello mondiale.

Questo passaggio potrebbe essere la salvezza per i vari quotidiani ed editori, per cui il trasferimento on-line diverrebbe qualcosa di vantaggioso sotto tutti gli aspetti. Anche se gli stessi, poi, pubblicano notizie gratuitamente sulla Rete, ora pare che gli utenti comincino ad essere disposti a pagare per la qualità dell’informazione.

Le edicole digitali stanno per uscire on-line. A trainare il mercato come spesso è accaduto negli ultimi anni è Google – probabilmente il suo negozio uscirà in estate – seguito a ruota da Apple.

Come si vede dal grafico, tra il 2009 e il 2010, Internet è stato l'unico mezzo che ha avuto più utenti del passato. Tutti gli altri mezzi di comunicazione sono in declino

Come si vede dal grafico, tra il 2009 e il 2010, Internet è stato l'unico mezzo che ha avuto più utenti del passato. Tutti gli altri mezzi di comunicazione sono in declino

In attesa che questa novità possa radicalmente portare a favore l’on-line rispetto al cartaceo –almeno per le notizie – gli unici quotidiani che sono riusciti a imporre negli USA questo stato di cose sono quelli che lavorano con la finanza e l’economia, quali il Financial Times, il Wall Street Journal e Bloomberg, dove le notizie sono sufficientemente necessarie per gli operatori da volerle pagare. Il loro quindi non è propriamente un modello da poter usare su vasta scala.

Quello che sta nascendo in realtà si configura più come una rete di varie sorgenti di notizie da cui trarre informazioni, piuttosto che una vecchia maniera di comprare un quotidiano e leggerlo, e allo stesso modo non si può far affidamento ad un solo tipo di entrate, ma è necessario diversificare dalla classica pubblicità on-line.

Questo perché non c’è una sorgente che pare abbia sufficiente denaro da investire per coprire le spese dei vari media, che nel frattempo si sono diversificati e moltiplicati.

Comprando riviste e quant’altro sull’iPad, per esempio, Apple si prende il 30% dei ricavi delle iscrizioni, mentre sui sistemi Android Google prende il 10%. Per questo alcuni media tradizionali, come NBC, CBS e altre aziende stanno cercando di lanciare i propri vettori su cui scaricare le notizie, per non pagare altri soldi a terzi.

Secondo il Pew Research Center, le persone non hanno mai letto così tante notizie come in questi anni, e il web sta rapidamente sorpassando tutte le altre fonti di informazione, che al contrario stanno perdendo audience senza interruzione – il web, invece, è stato l’unico mezzo ad ascendere.

Il mercato potenziale è molto grande. Solo negli Stati Uniti, agli inizi del 2011, il 7% della popolazione possedeva un tablet, e il 6% degli adulti un ebook Reader. Considerando che quasi tutti coloro che posseggono tali dispositivi sono amanti della lettura e si tengono informati, lo spostamento dei guadagni sul digitale è scontato, anche se bisognerà capire in quanto tempo avverrà.

Per la prima volta i quotidiani e in generale i nuovi media stanno osservando le proprie iscrizioni on-line o digitali aumentare  di numero e pian piano sorpassare quelle tradizionali e cartecee. Secondo il Pew Research Center’s Project for Excellence, un centro statistico americano, il 2010 è stato l’anno di svolta per le iscrizioni riguardanti i media digitali e i dispositivi mobili come i tablet.

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6 Commenti

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