Il nuovo modo di leggere libri

Tecnologia Bibliofile

Hai mai sentito parlare della tecnologia “Bibliofile”? Si tratta di una nuova soluzione tecnologica sviluppata dall’artista e designer Nadeem Haidary. Qual è la sua caratteristica principale? Nasce con l’intento di caricare la batteria di un e-reader con il semplice gesto di girare le pagine. Un percorso di sviluppo sperimentale ma assai promettente. Alla base dell’intuizione di Haidary la ripetitività di questo gesto che può generare la potenza necessaria per aggiornare il display di un e-reader con schermo e-paper. Scopriamo le caratteristiche e le prospettive di questo processo di progettazione.

Il movimento regala un feedback cognitivo, meccanico e digitale alla persona che fruisce del dispositivo. Se prenderà piede e verrà implementata nei dispositivi ereader, questa nuova tecnologia potrebbe rivoluzionare il campo della lettura digitale, eliminando completamente l’alimentazione degli strumenti dedicati. Un passo avanti significativo che accosterebbe ancora di più, trovando un nuovo punto di convergenza, la lettura cartacea a quella digitale.

La durata della batteria degli ereader potrebbe quanto meno estendersi, attraverso un nuovo processo di carica, in controtendenza con quanto accade al momento.  Da una parte lo sviluppo di innovative tecnologie e feature, presenti in tanti nuovi modelli, dall’altra la riduzione dell’autonomia del dispositivo. Braccio di ferro tra servizi hi-tech e autonomia che verrebbe risolto con il ricorso alla tecnologia Bibliofile.

Quali sono gli elementi principali di Bibiofile? Il sistema sfrutta dei ponti di diodi, che consentono alla corrente di essere generata in modo indipendente dal generatore. Alcuni prototipi sono già stati progettati con l’intento di aggiornare la visualizzazione il meno possibile andando a risparmiare energia. Purtroppo, al momento, non esiste un effettivo prodotto commercializzato che sfrutti questa nuova tecnologia, sebbene sia stati prodotti alcuni prototipi funzionanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da dove nasce il progetto Bibliofile? La soddisfazione dell’utente. In una prima fase di progettazione sono stati intervistati i lettori, chiedendo perché non amano la lettura di testi digitali. Punti di maggiore critica l’assenza di tangibilità e il bisogno di ricaricare il dispositivo. Il designer è passato poi all’analisi del modo in cui le persone sfogliano i libri.

Sono stati quindi elaborati prototipi per esplorare differenti modalità di interazioni sullo sfoglio delle pagine, nell’ottica di fornire sufficiente energia cinetica per aggiornare il display e-paper. Come potete vedere dall’immagine riportata sopra.

Molti elementi dell’interfaccia sono stati progettati su carta. Giungendo alla definizione delle differenti tipologie di materiale, inclusa la pelle e una base di sughero. Prevista anche l’implementazione di un pennino che invia un segnale wireless al dispositivo, sfruttando l’energia prodotta dallo stesso lettore ereader.

 

Come interpretare il fenomeno Bibiofile? Siamo davvero di fronte a un tornante nell’evoluzione dei dispositivi di lettura digitale, che fornirà un’ulteriore spinta verso l’adozione degli ereader, ormai dotati delle maggiori peculiarità dei supporti cartacei (fatta eccezione dell’alto valore totemico di cui quest’ultimi dispongono)? Oppure si tratta solo di un progetto sperimentale destinato a restare a lungo nell’ambito delle potenzialità legate alla lettura digitale? Voi cosa ne pensate?

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