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Windows 8 disponibile su ebook reader e tablet?

Windows 8: ereader e tablet

Windows 8: ereader e tablet

Nel nuovo ecosistema inaugurato da Windows 8 ci sarebbe spazio anche per le soluzioni ereader. In casa Microsoft si sta lavorando seguendo un programma preciso, che dovrebbe portare a compimento lo sviluppo dell’ultimo sistema operativo entro l’estate. Ciò consentirebbe la sua distribuzione dal mese di ottobre, giusto in tempo perché i produttori di dispositivi implementino l’OS prima dell’avvento del natale, clima di spese e regali in cui si registra il picco di vendite nel campo dell’hi-tech. Questo il quadro dove si collocano le ultime indiscrezioni di una versione del sistema operativo targato Redmond anche per il segmento della lettura digitale.

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Malgrado in un primo momento non si sia parlato di ebook reader, negli ultimi tempi Microsoft ne ha fatto esplicito riferimento nei suoi comunicati. Mossa da iscriversi all’interno di una strategia che punta alla costituzione di un vasto ecosistema. E il florido segmento degli ereader non poteva esserne escluso. A conferma delle parole arrivano i fatti. Numerose congetture sono sorte, infatti, intorno l’abbandono di Microsoft da parte di Brandon Watson, componente del Windows Phone team, che adesso lavora sotto l’egida di Amazon, andando a integrare il team del Kindle Cross Platform. Da qui l’idea di un prossimo Kindle Fire basato su software Windows. Punta di lancio di una generazione di ereader equipaggiati con Windows 8.

Progetto ambizioso ma non impossibile, se si considerano gli enormi sforzi compiuti da Microsoft sul fronte dell‘operatività cross-platform. L’obiettivo, quello di divenire l’unica azienda al mondo in grado di fornire un’esperienza d’uso che va dallo smartphone all’ebook, passando per tablet, PC, TV e sistemi desktop, trova il suo punto di forza nell’interfaccia Metro UI. Il cui sviluppo è costato non pochi sacrifici agli ingegneri di Redmond.

Uno dei problemi maggiori è la compatibilità display. Le dimensioni schermo di uno smatphone sono così lontane da quelle di una smart TV da compromettere l’intelligibilità degli elementi grafici. Entrano in gioco variabili come la diagonale, il formato, risoluzione e densità pixel. Non solo. Periferiche esterne, come il mouse dei PC, hanno un livello di precisione assai più accurato rispetto ai sistemi touch. Ne consegue una dimensione minima delle icone di 9×9 pixel, al di sotto della quale è impossibile cliccare con il tocco delle dita.

È stato concepito così lo sweet spot, un’area di circa 9 pixel che lascia inalterata la veste di ogni applicazione a prescindere dalla risoluzione, dal formato e dallo schermo. L’impegno è di rendere completamente scalabili le applicazioni prescindendo dal dispositivo utilizzato. Questo a beneficio degli sviluppatori, alle prese con un unico OS, e degli utenti. Senza limitare le potenzialità hardware. All’aumentare della densità pixel e delle dimensioni, sul display la visualizzazione guadagnerà in nitidezza e qualità, oltre alla presenza di contenuti non accessibili ai device meno potenti.

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